LA DENOMINAZIONE: FRATI MINORI
1617 67. A questo proposito egli ebbe a dire una
volta: «L'Ordine e la vita dei frati minori si assomiglia
a un piccolo gregge, che il Figlio di Dio, in questa ultima
ora, ha chiesto al suo Padre celeste, dicendo: - Padre, vorrei
che tu suscitassi e donassi a me in questa ultima ora un nuovo
umile popolo, diverso per la sua umiltà e povertà
da tutti gli altri che lo hanno preceduto, e fosse felice
di non possedere che me solo. E il Padre rispose al suo Figlio
diletto: - Figlio ciò che hai chiesto, è fatto
-».
Aggiungeva quindi Francesco che il Signore ha voluto che i
frati si chiamassero "Minori”, perché appunto
questo è il popolo chiesto dal Figlio di Dio al Padre
suo, e di esso si dice nel Vangelo: Non vogliate temere, o
piccolo gregge, poiché è piaciuto al Padre vostro
di concedere a voi il Regno; e ancora: Quello che avete fatto
a uno dei miei fratelli più piccoli (minori), lo avete
fatto a me.
Sebbene qui il Signore parli di tutti quelli che sono poveri
in spirito, tuttavia egli intendeva riferirsi in modo particolare
all'Ordine dei frati minori, che sarebbe fiorito nella sua
Chiesa.
1618 Fu rivelato a Francesco che il suo movimento
doveva chiamarsi dei frati minori, e così fece scrivere
nella prima Regola, che portò a Innocenzo III, e il
Papa gliela approvò e concesse; e in seguito il Papa
annunciò questa sua decisione a tutti nel Concilio.
Il Signore rivelò a Francesco anche il saluto che i
frati dovevano dare, come ricorda nel suo Testamento: «Il
Signore mi rivelo che dicessi questo saluto: Il Signore ti
dia pace !» .
1619 Nei primordi dell'Ordine, mentre Francesco era
in cammino con uno dei primi dodici frati, questi salutava
uomini e donne che incontrava lungo la strada o vedeva nei
campi con le parole: «Il Signore vi dia pace!».
La gente, che fino allora non aveva mai udito un religioso
salutare con quella formula, si mostrava stupita. C'erano
anzi di quelli che ribattevano indispettiti: «Cosa vorrebbe
dire questo nuovo genere di saluto?». Il frate ci rimase
male e disse a Francesco: «Fratello, permettimi di usare
un altro saluto». Ma il Santo osservò: «Lasciali
dire, perché non intendono le cose di Dio. Tu non provare
vergogna per le loro reazioni, poiché io ti dico, fratello,
che perfino i nobili e i principi di questo mondo avranno
reverenza per te e gli altri frati in grazia di questo saluto».
Disse ancora: «Non è meraviglioso, che Dio abbia
voluto avere un piccolo popolo, fra tutti gli altri venuti
prima, che sia felice di possedere Lui solo, altissimo e glorioso?».